Gennaro Barra, presidente OP Bufalina Celab, lancia proposte per risolvere la crisi ciclica del latte bufalino: latte DOP tracciabile e filiera del latte congelato per mercati esteri.
Crisi latte bufalino, Celab: “Serve riforma DOP e filiera latte congelato”
La crisi del latte bufalino non sorprende più: un fenomeno ciclico che si ripresenta ogni anno nei primi mesi. A fare il punto è Gennaro Barra, presidente dell’OP Bufalina Celab, che evidenzia come la difficoltà non sia emergenziale, ma strutturale, coinvolgendo allevatori, caseifici e istituzioni. Secondo Barra, la soluzione passa da due scelte chiave:
- Latte DOP sotto controllo – È necessario che, tramite il decreto sulla tracciabilità, nei caseifici a marchio DOP possa entrare solo latte proveniente dall’areale DOP. “Questo permetterebbe di aumentare il valore del latte, semplificare i controlli e applicare sanzioni certe in caso di utilizzo di latte non DOP, congelato o in cagliata”, spiega Barra.
- Filiera del latte congelato – Serve creare una filiera parallela per produrre mozzarella di bufala non DOP anche con latte dell’areale DOP, destinata soprattutto ai mercati esteri dove la mozzarella fresca non può arrivare per limiti di shelf life. Il latte congelato, aggiunge Barra, è una risorsa sicura e di qualità, spesso ingiustamente criticata dagli stessi allevatori.
Il presidente Celab chiarisce che la destagionalizzazione e la qualità del latte sono importanti, ma non bastano: “La bufala produce più latte in inverno; questo squilibrio tra produzione e domanda estiva rende il latte congelato indispensabile per garantire continuità di reddito”. Barra sottolinea anche l’urgenza di strumenti finanziari adeguati e di una crescita equilibrata del numero di bufale sul territorio, evitando concentrazioni eccessive e rispettando l’ambiente.
Una proposta concreta è l’istituzione di un marchio di mozzarella di bufala dall’areale DOP che consenta l’uso anche di latte congelato, aumentando il valore del prodotto e rendendo la filiera più efficiente. Infine, sulla tracciabilità, Barra ribadisce: “Se si stabilisce che nei caseifici DOP può entrare solo latte dell’areale DOP, il 90% dei problemi si risolve, sia per gli allevatori sia per i controlli”.








