Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar Le Constellation, coinvolti nella strage di Crans-Montana sono stati interrogati oggi venerdì 9 gennaio a Sion. In Svizzera lutto nazionale e richieste di risarcimento per le famiglie delle vittime.
Crans-Montana: proprietari de Le Constellation interrogati a Sion, silenzio in Procura
Jacques e Jessica Moretti, titolari del bar Le Constellation, sono stati interrogati oggi per la prima volta dalla procura di Sion in relazione alla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, dove hanno perso la vita almeno 40 persone, tra cui sei giovani italiani, e centinaia sono rimaste ferite, alcune in modo grave. La coppia è accusata di omicidio colposo, incendio doloso colposo e lesioni personali colpose.
I coniugi Moretti, accompagnati dai loro tre avvocati, si sono presentati a piedi presso la sede della procura del Canton Vallese, nei pressi della stazione ferroviaria di Sion. Né loro né i legali hanno rilasciato dichiarazioni ai circa 50 giornalisti presenti. L’obiettivo dei tre procuratori che li hanno convocati è principalmente chiarire la consistenza del patrimonio immobiliare della coppia.
Intanto, l’avvocato ginevrino Romain Jordan, che rappresenta oltre venti famiglie delle vittime – sia dei deceduti sia dei gravemente feriti – ha annunciato ieri, 8 gennaio, l’intenzione di avanzare una richiesta di risarcimento danni allo Stato, con un’azione civile che potrebbe coinvolgere direttamente il Comune di Crans-Montana.
“Abbiamo già avviato le procedure per una richiesta di risarcimento – ha spiegato Jordan alla televisione svizzera SRF – Presenteremo una causa civile e quantificheremo i danni al momento opportuno”. Secondo il legale, una parte significativa dei costi legati alla tragedia potrebbe ricadere sul Comune, qualora venissero accertate responsabilità relative alla sicurezza.
Il fascicolo della Procura di Roma
Sempre ieri, la Procura di Roma, competente per i reati commessi ai danni di cittadini italiani all’estero, ha aperto un fascicolo sull’incendio che ha causato 40 vittime, sei delle quali italiane, procedendo per omicidio colposo e incendio. Nei prossimi giorni, l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, seguirà a Sion l’evoluzione delle indagini e incontrerà le autorità del Canton Vallese.
“Sarò a Sion per incontri con tutte le autorità locali – governative, di polizia e giudiziarie – per acquisire informazioni sulle indagini”, ha dichiarato il diplomatico. “Dobbiamo ancora definire una data precisa, ma è già confermato un incontro con il governo vallesano, il capo della polizia cantonale e la procuratrice generale”. Oggi la Svizzera osserva un giorno di lutto nazionale per le vittime dell’incendio. Alla cerimonia ufficiale, organizzata dal Canton Vallese al Centro Esposizioni e Congressi di Martigny, sono attesi oltre mille ospiti provenienti sia dalla Svizzera sia dall’estero.
