Dopo un primo shock iniziale, culminato con le proteste in tutta Italia, adesso i ristoratori si stanno attrezzando e stanno cercando i modi più diversi per continuare a lavorare e a rispettare le regole, senza aggirarle. A Roma, ad esempio, i camerieri sono stati reclutati come rider per le consegne a domicilio: invece di servire ai tavoli, servono le persone a casa, questo per evitare il licenziamento e continuare a fornire un servizio che permette di tenere in piedi l’economia in un momento così difficile.
Covid, camerieri diventano rider nei ristoranti di roma
Cena al ristorante? Ma si, chiamiamo per prenotare, alle 9, va bene? Ma il ristorante non chiude alle 6? No, se il cibo ce lo portano a casa. Secondo l’ultimo Dpcm, infatti, i ristoranti possono effettuare consegne a domicilio fino alle 23, quanto scatta il divieto di mobilità. E così molti gestori hanno pensato di incentivare il consumo casalingo, promuovendo l’iniziativa sui social, e utilizzando i loro stessi camerieri per le consegne a domicilio.
Un momento difficile
Il cameriere, alla fine, è colui che consegna alla persona il cibo che ha richiesto. Che sia al tavolo, o che sia a casa, l’importante è che si lavori, e che il locale vada avanti, in attesa che il momento difficile passi.
Pranzo invece della cena
A Roma i ristoratori si sono organizzati così, con il loro stesso personale, ma il momento resta difficile. I locali che aprivano solo di sera adesso sono stati “costretti” a servire il pranzo, non senza qualche lamentela, certo. Ma al momento è l’unica soluzione, reinventarsi.