La Guardia di Finanza di Salerno ha dato esecuzione nella mattinata odierna, venerdì 9 gennaio, ad un decreto di confisca da 13 milioni di euro nei confronti di Giovanni Citarella: coinvolte le società Cieffe Lavori e Cieffe Costruzioni.
Salerno, confisca da 13 milioni di euro a Giovanni Citarella
Nuovo colpo al patrimonio riconducibile a Giovanni Citarella. Nella mattinata odierna, venerdì 9 gennaio, la Guardia di Finanza di Salerno sta dando esecuzione a un decreto di confisca disposto il 7 gennaio 2026 dal Tribunale di Salerno – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento, adottato ai sensi dell’articolo 24 del Codice Antimafia, riguarda partecipazioni societarie e complessi aziendali per un valore complessivo stimato in circa 13 milioni di euro. La misura si inserisce nel solco di un precedente intervento risalente al 2021, quando erano stati sequestrati beni per circa 7 milioni di euro, tra cui la Infrastrutture Stradali S.c.p.a. Quel sequestro è divenuto definitivo dopo la pronuncia della Corte di Cassazione del 3 ottobre 2024.
Il profilo di pericolosità sociale
Giovanni Citarella, nato nel 1968 e figlio di Gennaro, imprenditore ucciso negli anni Novanta in un agguato riconducibile alla camorra, è stato ritenuto soggetto socialmente pericoloso. Nel corso del tempo gli sono stati attribuiti numerosi reati, tra cui intestazione fittizia di beni, turbativa d’asta, corruzione e diversi illeciti fiscali. A suo carico figura anche una condanna definitiva per concorso in tentato omicidio di matrice camorristica. Gli approfondimenti patrimoniali hanno inoltre evidenziato una marcata sproporzione tra i beni a lui riconducibili e i redditi dichiarati nel periodo compreso tra il 1997 e il 2012.
Le indagini del GICO e le società coinvolte
L’attività investigativa condotta dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Salerno ha consentito di ricondurre a Citarella le società Cieffe Lavori S.r.l. e Cieffe Costruzioni S.r.l., formalmente intestate a Francesco Caccavale, classe 1969. Secondo gli inquirenti, le due aziende rappresenterebbero una diretta derivazione di precedenti realtà imprenditoriali avviate con capitali di provenienza illecita. Le verifiche contabili hanno messo in luce come le risorse economiche iniziali siano state generate attraverso operazioni straordinarie, tra cui scissioni societarie e trasferimenti di azienda, poste in essere da imprese riconducibili a Citarella nel periodo di maggiore attività criminale.
Gestione occulta e appalti milionari
Pur non comparendo ufficialmente negli assetti societari, intercettazioni telefoniche e telematiche avrebbero confermato il ruolo di Citarella quale effettivo dominus delle società finite sotto confisca. Tra il 2021 e il 2024, Cieffe Lavori e Cieffe Costruzioni si sono aggiudicate appalti pubblici per un valore complessivo superiore a 450 milioni di euro, relativi a infrastrutture stradali in Sardegna, Toscana, Lazio e Campania. Attualmente le aziende sono affidate ad amministratori giudiziari, incaricati di garantire la prosecuzione delle attività, il rispetto dei contratti in essere e la tutela dei livelli occupazionali. Il completamento delle opere in corso dovrebbe consentire l’incasso di oltre 73 milioni di euro.









