Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, si terrà l’11 febbraio l’incidente probatorio disposto dal Tribunale di Potenza nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Dora Lagreca, la giovane originaria di Montesano sulla Marcellana deceduta quattro anni fa dopo essere precipitata dal quarto piano di un edificio. Un passaggio giudiziario rilevante, che segna una nuova fase delle indagini e riporta l’attenzione su elementi tecnologici ritenuti centrali per la ricostruzione dei fatti.
Caso Dora Lagreca, svolta sull’inchiesta
Al centro dell’accertamento ci sarà il telefono cellulare di Antonio Capasso, fidanzato della giovane e indagato per il reato di istigazione al suicidio. L’analisi riguarderà dati informatici non ripetibili e avrà l’obiettivo di verificare la presenza di eventuali file cancellati, inclusi messaggi e altri contenuti digitali che potrebbero non essere stati ancora recuperati. La perizia dovrà essere effettuata mediante il sistema “Full File System” o attraverso metodologie equivalenti, ritenute idonee a garantire un accesso completo alla memoria del dispositivo.
In un primo momento, l’incarico tecnico era stato individuato in Aldo Gallo. Tuttavia, la sua posizione di consulente dell’indagato ha determinato una situazione di incompatibilità. Il giudice per le indagini preliminari ha quindi provveduto a correggere l’assegnazione, nominando un nuovo esperto informatico: il dottor Silverio Greco, che sarà chiamato a svolgere l’attività peritale nell’ambito dell’incidente probatorio fissato per febbraio.
La decisione del Tribunale si inserisce in un quadro investigativo complesso e ancora aperto. Sul finire del 2025, infatti, per la terza volta è stata respinta la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. Un orientamento che conferma la volontà dell’autorità giudiziaria di approfondire ulteriormente le circostanze della morte della giovane. Determinante, in questo percorso, è stato il ruolo dei legali della famiglia Lagreca, gli avvocati Cristiana Coviello e Renivaldo Lagreca, che in più occasioni si sono opposti alla chiusura del procedimento.
Nell’ultima istanza presentata, i difensori hanno chiesto in modo esplicito di estendere i controlli ai dispositivi elettronici, ritenuti strumenti potenzialmente decisivi per chiarire i rapporti intercorsi tra Dora e il fidanzato nei momenti precedenti alla tragedia. Una richiesta accolta dal giudice, che ha motivato la necessità di verificare l’esistenza di file cancellati e non ancora recuperati, utili a una possibile ricostruzione della dinamica dei fatti in relazione al reato ipotizzato.
Il provvedimento del gip Salvatore Pignata sottolinea proprio questo aspetto: l’accertamento tecnico viene considerato indispensabile per stabilire se dai dati digitali possano emergere elementi nuovi o finora non valutati, in grado di incidere sull’impianto accusatorio o sulle conclusioni investigative. Si tratta di un passaggio che rafforza l’attenzione sugli aspetti relazionali e comunicativi della vicenda.









