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Casa famiglia per minori chiusa a Eboli, in corso nuove verifiche: a rischio l’accreditamento della struttura

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Foto di repertorio

Proseguono gli accertamenti sulla casa famiglia per minori che nei giorni scorsi è stata chiusa a Eboli. L’Azienda Speciale Sele Inclusione (Assi) ha avviato ulteriori verifiche di natura documentale sulla struttura, controlli che, secondo quanto riferito dal Comune, potrebbero condurre anche alla revoca dell’accreditamento come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.

Casa famiglia per minori chiusa a Eboli, in corso nuove verifiche

La chiusura della comunità è già stata formalizzata e i minorenni ospitati sono stati trasferiti in altri centri di accoglienza, individuati per garantire continuità assistenziale e tutela. A confermarlo è stata l’amministrazione comunale, che ha ribadito come la priorità sia stata quella di assicurare una sistemazione alternativa ai ragazzi presenti nella struttura al momento del provvedimento.

Secondo quanto comunicato dal Comune di Eboli, l’attività di controllo non nasce da un singolo episodio recente, ma si inserisce in un percorso di monitoraggio già avviato nei mesi scorsi. Già ad agosto, infatti, la casa famiglia era stata sottoposta a una prima ispezione da parte del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) di Salerno. A questo intervento aveva fatto seguito un secondo controllo, effettuato il 25 novembre, nell’ambito di una serie di verifiche disposte congiuntamente al personale dell’Azienda Speciale Sele Inclusione.

Le ispezioni, come precisato nella nota diffusa dall’ente, erano state attivate su richiesta specifica del direttore della Prevenzione del Distretto sanitario dell’Asl competente. In quella fase erano giunte segnalazioni relative a presunti casi di scabbia all’interno della struttura, ipotesi che, secondo quanto emerso dagli accertamenti sanitari, non avevano trovato riscontro oggettivo.

A rafforzare l’attenzione degli organi competenti sulla vicenda è stata anche una denuncia formale, presentata nei giorni scorsi ai carabinieri. La segnalazione, pervenuta ad Assi appena due giorni prima della comunicazione ufficiale, ha determinato l’avvio di ulteriori controlli, questa volta concentrati in particolare sulla documentazione amministrativa e sui requisiti necessari per il mantenimento dell’accreditamento.

Il Comune di Eboli ha chiarito che le verifiche in corso non riguardano esclusivamente gli aspetti sanitari, ma investono anche il rispetto delle procedure, delle autorizzazioni e degli standard previsti dalla normativa per le strutture che ospitano minori. In base agli esiti degli accertamenti, non viene esclusa l’adozione di provvedimenti più incisivi sul piano amministrativo.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Eboli, Mario Conte, che ha spiegato di seguire direttamente l’evolversi della situazione in costante raccordo con gli uffici dell’Azienda Speciale Sele Inclusione. Il primo cittadino ha sottolineato come l’obiettivo dell’amministrazione sia fare piena chiarezza su quanto accaduto, tutelando in primo luogo i minori coinvolti e, al tempo stesso, i lavoratori della struttura.

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