Polemiche a Capaccio Paestum dove nel corso di una Commissione consiliare sarebbero state pronunciate delle espressioni offensive verso le donne. ““Quanto accaduto ieri è grave, offensivo e incompatibile con il ruolo delle istituzioni democratiche.” denunciano i Consiglieri comunali Angelo Quaglia, Antonio Agresti, Antonio Mastandrea, Gianmarco Scairati, Igor Ciliberti, Mariarosaria Giuliano ed Eustachio Voza.
Capaccio Paestum, espressioni offensive verso le donne in Commissione consiliare
L’accaduto è stato reso noto dalla consigliera Simona Corradino che ha detto: “Ci ho pensato, ma ho deciso di raccontare quanto è successo ieri in una delle commissioni consiliari, perchè è grave, perchè è offensivo, perchè non si può tacere.”
L’accaduto si è verificato nel corso di una Commissione consiliare che solitamente vengono convocate affinché i consiglieri possano discutere di argomenti che dovrebbero riguardare il bene pubblico, in cui dovrebbero essere trattate e approfondite questioni che attengono alla vita dei cittadini. Le sedute sono pubbliche e ieri erano presenti anche dei cittadini.
“Ebbene, durante questa commissione consiliare, appositamente convocata per avere chiarimenti in merito agli atti pubblici attraverso cui è stato pagato il debito dell’Azienda Speciale Paistom nei confronti della società di somministrazione, il professionista chiamato a rendere tali spiegazioni per meglio illustrare il suo operato ha affermato, in buona sostanza, che alla fine l’importante è raggiungere l’obiettivo, non importa in che modo o attraverso quali atti si spendono i soldi pubblici.” ha spiegato la consigliera Simona Corradino.
“Per quanto l’affermazione sia di per sé opinabile e discutibile sotto il profilo tecnico e giuridico, il professionista ha deciso di fare un paragone richiamando alla “funzione riproduttiva” della donna durante il periodo fertile, evidenziando che in menopausa tale funzione viene meno.” ha aggiunto.
La consigliera Corradino ha proseguito spiegando: “Naturalmente, di fronte a tale affermazione frutto di una cultura evidentemente fascista, misogina e primitiva, io ho invitato il professionista a questo punto a parlare piuttosto dell’andropausa. A fronte del silenzio collettivo, è intervenuto un consigliere comunale che ha chiosato affermando che, in alcuni casi, le donne in menopausa diventano più belle.”









