A due settimane dall’accoltellamento a Chiaia di Napoli, Bruno Petrone torna sugli spalti dello stadio “Novi” di Angri. La madre Dorotea lancia un appello: “Vogliamo giustizia per nostro figlio”.
Angri, Bruno Petrone torna allo stadio dopo l’accoltellamento: “Vogliamo giustizia”
A meno di due settimane dall’aggressione subita nella notte di Santo Stefano a Chiaia, il giovane calciatore Bruno Petrone è tornato sugli spalti del “Novi” per seguire la sua squadra di Eccellenza, l’Angri, nella partita contro il Montemiletto. Dopo le dimissioni dall’ospedale, Bruno ha voluto riappropriarsi del luogo che più gli appartiene, circondato dalla mamma Dorotea e dalla zia, in un momento di emozione e sostegno per il suo ritorno alla normalità.
Il presidente dell’Angri, Claudio Anelluccio, ha sottolineato la forza del ragazzo: “Bruno ha dimostrato una grande determinazione, recuperando in soli dieci giorni. È come un figlio per noi e ha già il contratto pronto per la prossima stagione”. La madre Dorotea, pur emozionata, lancia un appello alla giustizia: “Non si può pensare che cinque persone possano strappare la vita di tuo figlio. Noi chiediamo che quanto accaduto venga perseguito fino in fondo, senza sconti”.
L’aggressione aveva scosso profondamente la comunità sportiva e cittadina. Le forze dell’ordine hanno già arrestato i presunti responsabili, ma la famiglia di Bruno chiede chiarezza e giustizia. Intanto, il giovane calciatore riparte dalla sua passione: il calcio, pronto a tornare gradualmente anche in campo.
