Disordini prima di Cavese-Latina del 29 settembre 2024: 9 ultras metelliani vanno a processo per lancio di oggetti e bomba carta contro la polizia. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.
Bomba carta contro la polizia prima di Cavese-Latina: 9 ultras a processo
Nove ultras della Cavese finiscono a processo con rito immediato per i violenti disordini avvenuti prima della partita contro il Latina. La richiesta è stata avanzata e accolta dalla Procura di Nocera Inferiore. Gli imputati compariranno a breve davanti al gip, davanti al quale potranno anche valutare l’accesso a riti alternativi per la definizione della loro posizione.
L’episodio risale al 29 settembre 2024 e si è verificato a Cava de’ Tirreni, nelle ore che hanno preceduto l’incontro di calcio. Le indagini sono state condotte dalla Digos e dal commissariato di Polizia di Cava. Al termine delle attività investigative, gli indagati sono stati raggiunti da provvedimenti di obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza e da Daspo.
Le indagini
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, almeno 60 persone avrebbero atteso l’arrivo dei pullman con a bordo i tifosi del Latina. Il dispositivo di ordine pubblico predisposto ha però impedito il contatto diretto tra le due tifoserie. Bloccata la strada, il gruppo di ultras cavesi – vestiti in modo uniforme e con il volto completamente coperto – avrebbe reagito lanciando numerosi oggetti contro le forze dell’ordine impegnate nel servizio.
Bastoni, bottiglie di vetro, pietre e fumogeni, fino all’esplosione di una bomba carta a pochi metri dagli agenti: un’azione violenta durata circa sei-sette minuti. La situazione ha costretto diversi cittadini a rifugiarsi nell’area parcheggio di un’attività commerciale, mentre la polizia ha dovuto interdire l’accesso alle strade limitrofe per riportare rapidamente la calma e allontanare il gruppo.
Nonostante i disordini, la partita si è poi svolta regolarmente. La polizia ha definito quanto accaduto come un’azione «di estrema violenza nei confronti delle istituzioni e dello Stato, finalizzata a sfidare le forze dell’ordine». Per tutti gli imputati l’accusa è di intimidazione pubblica con uso di armi, contestazione introdotta con il decreto Caivano, pensato per la tutela dell’ordine pubblico e per evitare che situazioni di paura coinvolgano cittadini e automobilisti presenti nelle aree interessate.
Gli indagati risultano residenti non solo a Cava de’ Tirreni, ma anche nei comuni di Castel San Giorgio e Nocera Superiore. Le zone coinvolte dagli scontri sono state Corso Mazzini, viale Romano e via Marconi. Fondamentale per le identificazioni è stato l’apporto delle telecamere di videosorveglianza, insieme al lavoro investigativo svolto sul territorio da polizia e magistratura. Il gruppo ultras della Cavese sarebbe stato composto da oltre 500 persone. Con la chiusura dell’inchiesta, per nove di loro la Procura ha ritenuto sussistenti elementi indiziari sufficienti per chiedere e ottenere il giudizio immediato.









