Un 26enne, di origine marocchina, è stato condannato per il tentato omicidio del figliastro: il bimbo di soli 6 anni nel gennaio del 2022 era stato ridotto in fin di vita dal patrigno. Il piccolo veniva colpito ripetutamente con pugni e calci, la verità è emersa dopo i continui ricoveri in ospedale.
Bimbo ridotto in fin di vita dal patrigno: condannato per tentato omicidio
“Quando ti chiedono cosa ti è successo devi dire che sei caduto dalle scale”, gli aveva detto il patrigno che l’aveva duramente picchiato, fino a spappolargli l’intestino. Una versione sostenuta pure dalla madre, succube dell’uomo e vittima di maltrattamenti.
La verità è emersa solo grazie alle insistenze dei medici dell’ospedale Regina Margherita di Torino. Qui il piccolo è stato sottoposto ad un intervento d’urgenza in cui i medici per salvare il piccolo hanno dovuto tagliargli 30 centimetri di intestino. Grazie al personale medico della struttura e all’aiuto di una psicologa il minore ha raccontato la verità.
La verità sugli orrori subiti
Dopo l’operazione la psicologa dell’ambulatorio Bambi, specializzato in abusi e maltrattamenti di minori, ha capito la verità. “Ogni volta che mi picchia – aveva confessato alla fine il bambino – mi colpisce alla pancia e io vomito. Voglio mangiare tanti spinaci e diventare forte come Braccio di ferro, così da grande potrò dargli un pugno”.
L’uomo, 26 anni, di origine marocchina, da tempo colpiva il bimbo per un nonnulla con raffiche di pugni, e calci a volte legandogli anche le mani dietro la schiena. Tra il 12 e il 14 gennaio 2022 l’aveva quasi ucciso.
La condanna
In ospedale non erano sfuggiti i segni delle violenze subite: “È un bimbo molto spaventato che chiede sempre scusa – annotava la psicologa – nonostante il dolore e il pianto, non si lamenta, non tenta di allontanare ciò che gli crea dolore o frustrazione, nemmeno quando uno dei tubicini dell’ossigeno scivola dandogli noia, non dice nemmeno che ha fastidio”.
La piccola vittima aveva anche numerosi lividi e abiti inadatti, e a scuola si addormentava di continuo, sfinito. Il 26enne è stato condannato con il rito abbreviato a 10 anni di reclusione per tentato omicidio.