Una casa famiglia situata alla periferia di Eboli è stata chiusa al termine di una serie di verifiche condotte dalle forze dell’ordine e dal personale dell’Azienda Speciale Sele Inclusione (Assi) come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola. Otto minorenni ospitati nella struttura sono stati trasferiti, nella serata di giovedì, in altri centri di accoglienza dislocati sul territorio regionale, al fine di garantire continuità assistenziale e condizioni adeguate di tutela.
Allarme in una casa famiglia a Eboli: struttura chiusa
L’intervento ha riguardato una casa famiglia articolata in due immobili, gestita dalla cooperativa Girasole, finita sotto la lente degli inquirenti a seguito di numerose segnalazioni presentate dai familiari dei minori accolti. Le criticità segnalate hanno riguardato presunte carenze sotto il profilo igienico-sanitario, una gestione non adeguata dell’alimentazione destinata agli ospiti e, secondo quanto denunciato, anche l’eventuale somministrazione di farmaci senza le necessarie autorizzazioni. Tutti elementi che sono ora oggetto di approfondimento da parte delle autorità competenti.
Nella serata di giovedì, assistenti sociali dell’Assi e carabinieri della Compagnia di Eboli hanno effettuato un accesso congiunto nella struttura. Al termine delle verifiche preliminari è stato disposto il trasferimento immediato dei minori e la chiusura della casa famiglia, che al momento risulta priva di ospiti. Contestualmente, i responsabili della gestione avrebbero manifestato la volontà di cessare l’attività, decisione maturata mentre erano in corso gli accertamenti istituzionali.
A confermare il provvedimento è stato il sindaco di Eboli, Mario Conte, che ha sottolineato come la priorità dell’amministrazione comunale e degli enti coinvolti sia stata la tutela dei minorenni. Gli otto ospiti sono stati ricollocati in altre strutture di accoglienza della Campania, ritenute idonee a garantire condizioni adeguate sotto il profilo assistenziale ed educativo. Il primo cittadino ha inoltre evidenziato che l’Assi, in collaborazione con i carabinieri, aveva avviato da settimane una serie di controlli sulla struttura, proprio in seguito alle segnalazioni ricevute.
Sul caso è intervenuto anche il direttore dell’Azienda Speciale Sele Inclusione, Antonio Nuzzolo, precisando che la casa famiglia era già stata oggetto di attenzione a partire dallo scorso mese di agosto. Tra gli ospiti vi era un solo minore proveniente dal territorio locale, mentre altri arrivavano da diverse aree d’Italia, compreso il Nord. Particolare attenzione è stata riservata a una bambina affetta da disturbo dello spettro autistico, immediatamente presa in carico dai servizi sociali per garantirle un trasferimento in una struttura più adeguata alle sue esigenze specifiche.
