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Aggressione in corsia e morte dopo 24 ore: due indagati per il decesso dell’89enne

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Ospedale di Sarno

La Procura di Nocera Inferiore ha aperto un’inchiesta sulla morte di un uomo di 89 anni, deceduto il 12 ottobre scorso all’ospedale Villa Malta di Sarno, a distanza di un giorno da una presunta aggressione avvenuta all’interno del reparto di degenza. L’autorità giudiziaria intende accertare se esista un collegamento diretto tra l’episodio di violenza denunciato dai familiari e il successivo decesso del paziente come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.

Aggressione in corsia e morte dopo 24 ore: due indagati

L’indagine prende le mosse dalla denuncia presentata dalla famiglia dell’anziano, che ha segnalato un’aggressione subita dall’uomo mentre era ricoverato nel reparto di Cardiologia. Secondo quanto ricostruito, l’episodio risalirebbe all’11 ottobre, quando nella stanza di degenza sarebbe scoppiata una lite tra l’89enne e due parenti di un altro paziente ricoverato nello stesso ambiente. I due soggetti, oggi formalmente indagati, avrebbero avuto un alterco con l’anziano al termine di una convivenza divenuta problematica durante la notte.

L’uomo era stato ricoverato per uno scompenso cardiaco e, stando a quanto riferito dai familiari, le sue condizioni cliniche risultavano in miglioramento, tanto da far ipotizzare una dimissione a breve termine. La discussione, secondo la versione contenuta nell’esposto, sarebbe degenerata in un’aggressione fisica. A seguito dell’accaduto, all’interno della struttura sanitaria sarebbero intervenuti i carabinieri della stazione di Sarno, che hanno poi trasmesso una prima informativa alla Procura.

Il giorno successivo all’episodio, le condizioni dell’anziano si sarebbero improvvisamente aggravate fino al decesso. Dopo la morte, i familiari si sono rivolti nuovamente alle forze dell’ordine, formalizzando una denuncia e chiedendo di fare piena luce sull’accaduto. La Procura ha quindi iscritto due persone nel registro degli indagati, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, in relazione alle conseguenze dell’aggressione denunciata.

Nella giornata di ieri, il pubblico ministero titolare del fascicolo ha conferito incarico a un medico legale per svolgere una serie di accertamenti tecnici a distanza di circa tre mesi dal decesso. L’incarico è stato affidato al dottor Luigi Mastrangelo, che dovrà esaminare la documentazione sanitaria dell’89enne e ricostruire le cause della morte. Un passaggio centrale dell’indagine riguarda la verifica dell’eventuale nesso causale tra la condotta attribuita agli indagati e il decesso del paziente.

Parallelamente, l’autorità giudiziaria ha disposto che vengano valutati anche eventuali profili di responsabilità sanitaria. Il consulente dovrà accertare se la morte possa essere ricondotta a omissioni, ritardi o carenze organizzative della struttura ospedaliera, oppure alle modalità di intervento del personale medico e infermieristico successivamente all’episodio di violenza. In caso di riscontri in tal senso, sarà necessario chiarire in quale misura tali condotte abbiano inciso sull’esito finale.

La famiglia dell’anziano, assistita dai legali Francesco Laudisio e Felice Franchomme, ha nominato a sua volta un consulente tecnico di parte, il dottor Gaetano Amatruda, che seguirà le operazioni peritali. L’inchiesta è ora entrata nella fase degli accertamenti tecnici, dai quali dipenderà la ricostruzione definitiva dei fatti e l’eventuale individuazione di responsabilità penali connesse alla morte dell’uomo.

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