La gestione di un immobile confiscato alla criminalità organizzata finisce al centro di un nuovo caso politico a Scafati. I consiglieri comunali Michele Grimaldi e Francesco Velardo hanno trasmesso una formale segnalazione al Prefettura di Salerno, denunciando presunte irregolarità nella destinazione d’uso di una struttura situata in via Aquino. La comunicazione è stata inviata anche all’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, alla Regione Campania – settore beni confiscati e legalità – e, per conoscenza, a Libera Campania.
Un progetto originario mai rispettato
Secondo quanto evidenziato dai due esponenti del Partito Democratico, l’immobile in questione era stato finanziato e progettato per ospitare un centro di accoglienza per donne vittime di violenza. Una funzione sociale chiara, definita e coerente con le finalità previste dalla normativa sui beni confiscati.
Oggi, però, l’amministrazione comunale starebbe valutando una diversa destinazione, ipotizzando la realizzazione di un asilo nido, senza – a loro dire – un confronto preventivo con gli enti competenti né una comunicazione ufficiale sulle eventuali modifiche progettuali.
Grimaldi: “Non è una polemica politica, ma un problema di metodo”
Michele Grimaldi chiarisce che la segnalazione non nasce da uno scontro ideologico, ma da una questione di rispetto delle regole. A suo avviso esiste un progetto preciso, sostenuto da fondi pubblici, che non può essere modificato senza un iter trasparente e condiviso.
Il cambio di rotta annunciato dall’amministrazione, secondo Grimaldi, rischia di creare un precedente pericoloso nella gestione dei beni confiscati, sottraendoli alla funzione sociale per cui erano stati assegnati.
Il nodo dei servizi per l’infanzia
La vicenda si inserisce in un contesto cittadino già critico sul fronte dei servizi per l’infanzia. Scafati, pur contando circa 50 mila abitanti, è ancora priva di un asilo nido comunale, una carenza storica più volte denunciata dalle opposizioni.
Grimaldi e Velardo sottolineano che un asilo nido pubblico sarebbe un servizio essenziale, soprattutto in quartieri come San Vincenzo. Tuttavia, contestano l’attuale proposta dell’amministrazione, giudicata priva di una progettazione concreta, di adeguati studi logistici e di una reale sostenibilità.
Velardo: “Rischio annunci senza risultati”
Francesco Velardo evidenzia anche le criticità strutturali del sito individuato: accessi complessi, carenza di parcheggi e un contesto urbanistico poco adatto a ospitare un servizio per l’infanzia.
Secondo il consigliere, si rischia di alimentare aspettative nelle famiglie senza offrire soluzioni reali, trasformando l’ipotesi dell’asilo nido in un semplice annuncio politico destinato a rimanere sulla carta.
Timore di spreco di fondi e perdita della funzione sociale
I due consiglieri esprimono infine preoccupazione per un possibile spreco di risorse pubbliche. Una gestione non conforme del bene confiscato potrebbe comportare la perdita di finanziamenti e, soprattutto, la cancellazione di una funzione sociale strategica come il supporto alle donne vittime di violenza.
La segnalazione alle autorità, spiegano Grimaldi e Velardo, nasce dalla volontà di tutelare l’interesse pubblico e i diritti delle persone più fragili, ribadendo l’impegno a vigilare sull’operato dell’amministrazione comunale.








