Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, la fase di transizione alla Provincia di Salerno entra nel vivo mentre si attende l’effettiva uscita di scena del sindaco di Salerno e presidente dell’ente, Enzo Napoli. Il passaggio formale avverrà il 6 febbraio, data dalla quale scatterà un nuovo assetto istituzionale destinato a incidere sia sull’organizzazione interna di palazzo Sant’Agostino sia sul calendario elettorale dei prossimi mesi.
Provincia di Salerno, deleghe sospese e conto alla rovescia per le elezioni
Fino a quella data, Napoli continuerà a esercitare le proprie funzioni. Con la cessazione del mandato da sindaco, decadrà automaticamente anche dalla presidenza della Provincia, come previsto dalla normativa vigente. L’ultimo atto politico-amministrativo del primo cittadino dimissionario è stato il decreto di nomina a vicepresidente di Giovanni Guzzo, consigliere provinciale uscente e rieletto con un ampio consenso. Una scelta che apre la strada a un ritorno di Guzzo alla guida dell’ente, non più come semplice facente funzioni limitato all’ordinaria amministrazione, ma con piene competenze fino alla convocazione delle nuove elezioni.
Dal momento dell’insediamento del vicepresidente reggente scatteranno i termini di legge: novanta giorni entro i quali dovrà essere indetta la consultazione per eleggere il nuovo presidente della Provincia. Un passaggio che si inserisce in un contesto politico già denso di appuntamenti elettorali. Nella primavera del 2026, infatti, sono previste le elezioni amministrative in diversi Comuni di peso strategico, tra cui Cava de’ Tirreni, Angri, San Valentino Torio e Amalfi, oltre al capoluogo Salerno. La prospettiva è quella di una stagione elettorale ravvicinata, con una possibile sovrapposizione di dinamiche politiche e alleanze.
Nel frattempo, resta aperto il nodo delle deleghe ai consiglieri provinciali. I dodici neoeletti attendono l’assegnazione degli incarichi, in un clima di trattative che coinvolge tutte le componenti della coalizione di maggioranza: Partito Democratico, Psi, A Testa Alta e Civiche in rete. La questione centrale riguarda chi firmerà i decreti di conferimento: se Enzo Napoli prima del 6 febbraio o, come appare più probabile, Giovanni Guzzo dopo l’assunzione formale delle funzioni. In questo secondo caso, le deleghe slitterebbero a dopo l’8 febbraio.
È attesa nei prossimi giorni una riunione con i segretari delle forze politiche della coalizione per definire un quadro condiviso. Il Partito Democratico, forte del risultato elettorale che gli ha garantito sette seggi in Consiglio provinciale, punta a un ruolo centrale nella distribuzione delle deleghe. Tra gli eletti dem figurano Giovanni Guzzo, Giuseppe Lanzara, Annarita Ferrara, Giorgio Marchese, Francesco Morra, Massimo Loviso e Roberto Antonio Mutalipassi. In base alla legge Delrio, a ciascun consigliere di maggioranza dovrà essere attribuita una delega specifica.
All’interno del Pd si profila anche un cambio alla guida del gruppo consiliare: Giuseppe Lanzara, sindaco di Pontecagnano Faiano e secondo per numero di preferenze nella lista, viene indicato come possibile nuovo capogruppo, subentrando a Francesco Morra, sindaco di Pellezzano, che ha scelto di favorire un ricambio interno.
Sul fronte degli alleati, i socialisti hanno già espresso la volontà di proseguire nel solco della precedente esperienza, puntando alla delega al turismo, mentre una delega dovrebbe andare anche a Rosario Cairone, espressione di Civiche in rete. Quest’ultima area, che riunisce Avs, Movimento 5 Stelle e Azione, guarda intanto alle elezioni comunali di Salerno, annunciando l’intenzione di presentarsi con un proprio candidato sindaco.








