A Sala Consilina i fedeli chiedono di trasferire temporaneamente la statua di San Michele Arcangelo, chiusa per i lavori alla chiesa dell’Annunziata, in modo da garantire la devozione popolare. Lo riporta InfoCilento.
Sala Consilina, chiusa la statua di San Michele nella chiesta dell’Annunziata
A Sala Consilina continua il dibattito sulla statua di San Michele Arcangelo, attualmente custodita nella chiesa della Santissima Annunziata, chiusa per lavori di ristrutturazione. Dopo il primo appello dei fedeli e le risposte del parroco don Paolo Longo e della Procura di San Michele, un gruppo di cittadini ha inviato una nuova lettera aperta alle autorità religiose e civili del territorio.
Nel documento, indirizzato alla Procura di San Michele Arcangelo, ai parroci locali e al vescovo mons. De Luca, i firmatari pongono una domanda che definiscono “semplice e inevitabile”: perché non trasferire temporaneamente la statua in un’altra chiesa del paese durante i lavori? I fedeli sottolineano come gli interventi all’Annunziata fossero programmati da tempo e non improvvisi, e ritengono quindi che ci sarebbe stato spazio sufficiente per predisporre una collocazione alternativa, come già avvenuto in passato. L’argomento secondo cui non ci sarebbe stato tempo viene definito poco convincente e privo di reale fondamento.
Nel testo emerge anche una critica alle motivazioni di carattere spirituale fornite in precedenza. Pur riconoscendo l’importanza della rinuncia e del sacrificio nella pratica religiosa, i firmatari chiariscono che la richiesta non nasce da un capriccio, ma dal desiderio di mantenere un legame concreto con il Santo Patrono, considerato parte fondamentale dell’identità comunitaria. Un altro punto centrale riguarda quella che viene percepita come una contraddizione: la statua definita “solo un’immagine” quando non accessibile, ma elevata a simbolo principale durante processioni e feste patronali. Questa doppia lettura, secondo i fedeli, può generare disorientamento e indebolire il senso della devozione popolare.
La lettera si conclude con un appello esplicito: superare le giustificazioni e compiere un gesto concreto, permettendo che San Michele Arcangelo possa essere venerato in un’altra chiesa per tutta la durata dei lavori. «Non chiediamo l’impossibile – scrivono i firmatari – ma ascolto, coerenza e rispetto per una comunità che vive la propria fede anche attraverso segni visibili e condivisi».








