Dopo la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che conferma l’illegittimità dei lavori sul Mingardo, la minoranza del Comune di Camerota presenta una mozione di sfiducia contro il sindaco, evidenziando criticità e danni all’immagine. Lo riporta Stiletv.
Camerota, mozione di sfiducia dopo sentenza sul Mingardo
Il gruppo consiliare di opposizione Camerota Impegno Comune ha depositato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, a seguito della sentenza definitiva del Consiglio di Stato n. 8250/2024, che ha respinto l’appello del Comune e confermato la decisione del TAR Campania. La sentenza ha dichiarato illegittimi i lavori sulla falesia di Cala del Cefalo e lungo la Strada Provinciale 562, eseguiti senza le necessarie autorizzazioni paesaggistiche e in un’area sottoposta a vincoli ambientali stringenti. Il Consiglio di Stato ha rilevato che gli interventi non erano supportati da un’adeguata istruttoria tecnica, non potevano essere giustificati da ordinanze di somma urgenza e avrebbero dovuto seguire i procedimenti ordinari previsti dalla legge.
Il gruppo di opposizione ricorda come queste criticità fossero già state segnalate in Consiglio comunale, ma ignorate dall’Amministrazione. Secondo Camerota Impegno Comune, la vicenda ha causato contenziosi, tensioni istituzionali e un danno all’immagine del Comune, compromettendo i rapporti con le autorità di tutela ambientale e paesaggistica.
“La mozione di sfiducia nasce da una valutazione politica seria e responsabile – dichiarano i consiglieri –. Una pronuncia definitiva di questo tenore impone una riflessione sulla guida dell’Ente. Camerota merita un’Amministrazione che operi nel rispetto della legge, del territorio e delle istituzioni”. La mozione sarà discussa in Consiglio comunale secondo le modalità previste dal Testo Unico degli Enti Locali.







