Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, l’ondata influenzale che sta attraversando il territorio salernitano ha determinato una situazione di forte criticità nella rete dell’emergenza-urgenza, spingendo la direzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona ad adottare misure straordinarie.
I pronto soccorso di Salerno, Cava de’ Tirreni, Mercato San Severino e Castiglione di Ravello risultano in grave affanno, con un afflusso quotidiano di pazienti che ha raggiunto livelli tali da imporre una rimodulazione complessiva delle attività assistenziali.
Emergenza influenza, ospedali sotto pressione
Le immagini delle ambulanze in attesa all’esterno del Ruggi, circolate nei giorni scorsi, hanno anticipato una crisi che si è progressivamente aggravata a partire dall’inizio di gennaio. Dallo scorso 6 gennaio, centinaia di persone al giorno si rivolgono ai pronto soccorso per complicanze legate all’influenza stagionale, in molti casi caratterizzate da gravi patologie respiratorie che richiedono cure ospedaliere immediate. Un quadro clinico che, per intensità e diffusione, richiama scenari già vissuti durante le fasi più acute della pandemia.
Le decisioni assunte dalla direzione generale e comunicate dal direttore generale dimissionario, Ciro Verdoliva, ricalcano infatti procedure emergenziali già sperimentate negli anni 2021 e 2022. In base alle disposizioni emanate, gli ospedali dell’azienda sospenderanno temporaneamente i ricoveri programmati, ad eccezione di quelli oncologici non differibili o già fissati a breve termine. Analoga sospensione riguarda l’attività chirurgica, che verrà garantita esclusivamente per gli interventi urgenti.
Parallelamente è stata disposta un’accelerazione delle dimissioni per tutti i pazienti clinicamente dimissibili, al fine di liberare posti letto. I degenti in attesa di ricovero nei pronto soccorso verranno allocati nei posti disponibili di qualsiasi unità operativa aziendale, indipendentemente dal reparto di appartenenza, ricorrendo, se necessario, anche all’attivazione di posti tecnici aggiuntivi rispetto alla dotazione ordinaria, sempre nel rispetto delle condizioni di sicurezza clinico-assistenziale e sotto il coordinamento delle direzioni mediche di presidio.
Ulteriori misure riguardano l’organizzazione del personale, con una rimodulazione degli impieghi nei reparti finalizzata a rafforzare le dotazioni organiche dei pronto soccorso. Nel provvedimento viene evidenziato che il sistema sanitario si trova nel pieno del “picco” della stagione invernale dei virus influenzali e che nei prossimi giorni le criticità potrebbero ulteriormente intensificarsi a causa dell’insorgenza di complicanze.
Le disposizioni resteranno in vigore, allo stato attuale, fino al 31 gennaio, con l’obiettivo di contenere l’emergenza e consentire un progressivo ritorno alla normalità. Anche le organizzazioni sindacali riconoscono la necessità di interventi immediati. La Cgil Funzione Pubblica, pur sottolineando il carattere emergenziale delle misure, richiama l’attenzione su problematiche strutturali ricorrenti, quali il sovraffollamento dei pronto soccorso, la carenza cronica di personale e la pressione costante sugli operatori sanitari.








