Grande partecipazione a Sanza per la mostra “Com’eravamo”: 588 fotografie recuperate entrano nell’archivio di comunità dell’antico convento di San Francesco. L’esposizione ha superato il valore di una semplice rassegna visiva, trasformandosi in un percorso emotivo e collettivo attraverso 588 volti e frammenti di vita che rischiavano di essere cancellati dal tempo.
Sanza, successo per la mostra “Com’eravamo”: 588 volti diventano memoria di comunità
Si è chiusa con un riscontro ampiamente positivo la mostra fotografica “Com’eravamo: la metafora del tempo”, ospitata a Sanza e inaugurata nella serata di Santo Stefano all’interno della Chiesa Madre. L’esposizione ha superato il valore di una semplice rassegna visiva, trasformandosi in un percorso emotivo e collettivo attraverso 588 volti e frammenti di vita che rischiavano di essere cancellati dal tempo.
Le immagini, scattate originariamente per documenti di identità e destinate alla distruzione, sono state recuperate e rielaborate per restituire alla comunità un patrimonio di memoria storica e sociale. I 588 ritratti, raffiguranti cittadini di Sanza di diverse epoche, confluiranno ora nell’archivio di comunità seguito dall’Ufficio del Sindaco. La loro collocazione definitiva è prevista nell’area museale in fase di realizzazione presso l’antico convento di San Francesco, in piazza XXIV Maggio.
Le parole del sindaco Vittorio Esposito
Il sindaco Vittorio Esposito ha espresso grande soddisfazione per l’esito dell’iniziativa, evidenziandone il valore culturale e istituzionale. Secondo il primo cittadino, l’archivio fotografico di comunità rappresenta l’avvio di un progetto più ampio, pensato per custodire e trasmettere nel tempo la memoria delle famiglie di Sanza.
L’iniziativa si inserisce nel percorso “Custodi del tempo, borghi e tradizioni del Vallo di Diano” e ha preso forma grazie al lavoro del giornalista Lorenzo Peluso, in collaborazione con la Pro Loco. Esposito ha inoltre sottolineato l’importanza della sinergia tra le realtà del territorio, ringraziando il parroco don Giuseppe Spinelli e il Priore dell’Arciconfraternita Demetrio Laveglia per il contributo offerto.
Un progetto condiviso per la memoria collettiva
Dopo l’esordio nella Chiesa Madre, la mostra è stata trasferita nella Cappella dell’Arciconfraternita Maria SS della Neve, registrando una significativa partecipazione di pubblico. Numerosi cittadini hanno preso parte all’evento, attratti dalla possibilità di riconoscersi e ritrovare legami comuni attraverso immagini in bianco e nero e a colori.
L’amministrazione comunale ha rivolto un ringraziamento al curatore Lorenzo Peluso, alla presidente della Pro Loco Angela Iodice e al maestro Pino Pinto, che con il coro “Sinfonia di Voci Teresa Miraglia” ha accompagnato l’inaugurazione con il tradizionale Concerto di Natale. In conclusione, il sindaco Esposito ha voluto rivolgere un messaggio alla comunità, sottolineando come la costruzione dell’identità collettiva passi dall’impegno di chi sceglie di agire per il bene comune, ringraziando i cittadini per aver sostenuto e apprezzato questo percorso di riscoperta della storia locale.








