Ad Agropoli il teatro diventa strumento di accoglienza e integrazione: OCilento racconta storie di migrazione, identità e scambio culturale. Un cammino che, grazie all’impegno costante di OCilento e alla collaborazione con il Comune di Agropoli, con la Questura di Salerno e con il Consolato di Napoli, ha visto nel tempo attenuarsi molte criticità.
Agropoli, il teatro come strumento di accoglienza e integrazione: l’iniziativa di OCilento
Il teatro diventa spazio di racconto e riflessione ad Agropoli, dove una rappresentazione promossa dall’associazione OCilento ha affrontato con sensibilità i temi dell’accoglienza e dell’integrazione. In scena, attraverso linguaggi espressivi profondi e diretti, sono stati messi in luce stereotipi e situazioni che nel tempo hanno reso il percorso di integrazione complesso e spesso doloroso.
Lo spettacolo ha dato voce a difficoltà concrete, incomprensioni culturali e fragilità che hanno segnato, soprattutto nelle fasi iniziali, l’incontro tra comunità diverse. Un cammino che, grazie all’impegno costante di OCilento e alla collaborazione con il Comune di Agropoli, con la Questura di Salerno e con il Consolato di Napoli, ha visto nel tempo attenuarsi molte criticità. Fondamentale anche l’attivazione dello sportello di prima accoglienza, che ha contribuito a rendere più strutturato il supporto alle persone coinvolte. Oggi alcune di quelle esperienze possono essere raccontate anche con leggerezza, senza però dimenticarne l’origine.
Dietro ogni storia rappresentata ci sono donne, bambini e anziani, segnati da condizioni di disagio nate altrove e costretti ad abbandonare case, affetti e quotidianità. Un’integrazione vissuta non come scelta, ma come necessità, spesso percepita come imposta. In questo contesto, il ruolo dell’associazione OCilento assume un valore centrale: accompagnare le persone in un percorso di inclusione all’interno di un territorio non scelto e, allo stesso tempo, permettere loro di custodire tradizioni, memoria e identità culturale. Particolare attenzione è rivolta ai più piccoli, affinché possano crescere integrati nel nuovo contesto, ma consapevoli della propria storia e delle proprie radici, riconoscendo nella diversità una ricchezza condivisa.
A sottolineare il senso dell’iniziativa è la presidente dell’associazione, Olga Yegorova: «Come associazione crediamo nello scambio culturale autentico, che nasce dal rispetto, dall’ascolto e dalla volontà di camminare insieme, senza rinnegare le proprie origini. Questo evento rappresenta un atto di solidarietà, memoria e speranza». All’organizzazione hanno collaborato anche le volontarie Oksana Bilomazur e Lilya Kobel, contribuendo alla riuscita dell’iniziativa.








