Come riportato dal quotidiano Il Mattino, un padre e un figlio sono stati condannati rispettivamente a quattro e tre anni di reclusione per maltrattamenti, lesioni e stalking ai danni di una donna di 58 anni, loro familiare e dipendente nell’attività di famiglia, una pensione situata a Sarno. La sentenza è stata pronunciata dal Gup di Nocera Inferiore al termine del rito abbreviato e chiude la prima fase giudiziaria di una vicenda che ha avuto origine nel 2022.
Padre e figlio condannati per maltrattamenti e stalking
Secondo la ricostruzione emersa dalle indagini, la donna – sorella dell’uomo e zia del giovane imputato – sarebbe stata sottoposta a un regime di vessazioni quotidiane, sia nella sfera privata sia sul luogo di lavoro. Le accuse parlano di minacce, insulti, aggressioni fisiche e imposizioni lavorative estreme: turni fino a dodici ore senza possibilità di pausa, di utilizzare il bagno o il telefono. A dare avvio all’attività investigativa fu la denuncia presentata dalla vittima insieme a un altro nipote, raccolta dai carabinieri di zona e trasmessa alla Procura di Nocera, che applicò immediatamente il protocollo previsto dal codice rosso. I due imputati furono così raggiunti da una misura cautelare che vietava loro di avvicinarsi alla donna.
Le dichiarazioni rese dalla vittima hanno descritto un quadro di violenza persistente: mani strette al collo, capelli tirati, obblighi umilianti come inginocchiarsi per chiedere scusa. Episodi che avrebbero origine in contrasti legati alla gestione di alcuni beni familiari, con tensioni sfociate in un deterioramento profondo dei rapporti. Anche il figlio della donna sarebbe stato coinvolto, subendo minacce e pressioni.
L’episodio più grave, indicato negli atti, risale allo scorso febbraio. La donna sarebbe stata picchiata per un tempo prolungato, prima di essere lasciata andare per evitare che i clienti della pensione potessero accorgersi di quanto stava accadendo. Trasportata in ospedale, riportò un trauma cranico e la frattura di due costole, con una prognosi di trenta giorni. In passato, ferite e lividi non erano mai stati riportati ai sanitari per timore di ritorsioni. Le accuse comprendono anche minacce attraverso l’uso di oggetti come trapani e accendini, con riferimenti all’impiego di acido.
Le violenze, secondo le indagini, avvenivano alla presenza di altri dipendenti della struttura e si accompagnavano a forme di sfruttamento lavorativo, con compensi inferiori alle lunghe ore imposte quotidianamente. Dopo il deposito delle motivazioni della sentenza, la difesa potrà proporre ricorso in appello.








