Come riportato da Il Mattino, si intensifica il confronto politico sulla gestione della Zona Economica Speciale a Scafati. Al centro del dibattito vi è la posizione del consigliere comunale Gennaro Avagnano, esponente di “Scafati Rinasce” e dissidente della maggioranza, che dopo aver definito la vicenda urbanistica «il più grande scempio dagli anni Ottanta», accende i riflettori sui contributi dovuti dagli imprenditori impegnati nella trasformazione dei terreni agricoli in aree edificabili o industriali.
Zes, a Scafati esplode il confronto sui contributi
Secondo Avagnano, la normativa impone – in caso di variante urbanistica – il versamento di un contributo straordinario pari ad almeno il 50% della differenza di valore tra suolo agricolo e suolo edificabile. Il consigliere denuncia che diversi imprenditori starebbero già costruendo sostenendo esclusivamente gli oneri di urbanizzazione, senza corrispondere la quota aggiuntiva legata al plusvalore del terreno. Una circostanza che, nella sua ricostruzione, potrebbe generare un danno erariale stimato in oltre un milione di euro.
Avagnano chiede la sospensione delle opere fino all’approvazione in consiglio comunale della delibera che fissi l’importo del contributo, oppure che venga immediatamente riscossa almeno la quota minima prevista dalla legge. La sua posizione fa leva sul rischio, da lui indicato, di un vantaggio economico eccessivo per i privati a fronte di una possibile perdita per l’ente.
Di segno opposto la replica del sindaco Pasquale Aliberti, che individua nelle critiche del consigliere un atteggiamento ostile allo sviluppo economico cittadino. Aliberti difende il ruolo della Zona Economica Speciale come leva per favorire investimenti e creare nuove opportunità occupazionali, sostenendo che il Comune debba agevolare chi intende avviare attività produttive in città. L’amministrazione, nella ricostruzione del primo cittadino, intende procedere in una direzione capace di favorire la crescita e di contrastare la fuga dei giovani.
Il confronto tra le due posizioni si colloca in un quadro di forte attenzione sui processi di trasformazione urbanistica legati alla Zes e sui benefici economici derivanti dalla modifica della destinazione d’uso dei terreni. In attesa di eventuali nuove determinazioni del consiglio comunale, il tema resta al centro della dialettica politica locale, con posizioni distanti sulla gestione degli oneri e sugli effetti delle decisioni amministrative sul tessuto economico della città.








